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Aperitivo chic: come vestirsi? Ecco il giusto dress code

Etichetta, galateo, savoir faire... modi di dire, espressioni, che riflettono un vero e proprio di stile di vita e di comportamento, nella vita di tutti i giorni come nelle occasioni più mondane ed esclusive. Tuttavia sono proprio queste ultime a tediarci e contemporaneamente darci il tormento. Soprattutto se non si è perfetti conoscitori di tutte quelle regole, esplicite o meno, da seguire, suggerimenti che possono aiutarti a trascorrere una serata in totale relax evitando così il disastro sociale delle relazioni pubbliche.

Probabilmente l’aspetto che preoccupa tutti in egual modo è il cosiddetto “dress-code”, avente la caratteristica precipua di variare secondo le differenti occasioni. In alcuni casi questo si dimostra essere semplice e immediato, non necessita di molti chiarimenti a riguardo; in altri, invece, è necessario armarsi di pazienza e un pizzico di curiosità per essere sicuri di centrare in pieno l’obiettivo.

Vasto e dettagliato è il codice di regole, suggerimenti e accorgimenti da rispettare, riconosciuto e accettato a livello internazionale. Ecco allora tutta una serie di interrogativi che finisce per affollare la nostra mente: quale potrà essere il dress-code più opportuno per un “black tie”? A parte l’ovvia cravatta nera...e ancora, quale differenza caratterizza il “business casual” dallo “smart casual”? Tutto ciò  non è affatto una novità, si può dire che le preoccupazioni in fatto di stile ed abbigliamento risalgano a tempi piuttosto lontani  nel tempo. Nell’ambito di qualsiasi contesto sociale e culturale possiamo riscontrare la presenza di regole scritte e non, fungenti da linea guida per vivere armoniosamente in una società.

Norme comportamentali, il modo di relazionarsi con gli altri, il corretto uso del linguaggio non verbale. Dettami che variano inevitabilmente da nazione a nazione e, talvolta, persino durante l’arco della giornata. Tutto frutto di scelte estremamente personali e visibili all’esterno perché, anche attraverso esse, lanciamo messaggi ben precisi. Siamo consapevoli dicomunicare determinati messaggi ad un ipotetico destinatario. Nell’ambito di questo contesto, anche l’abbigliamento non si sottrae a questo genere di comportamenti. Gli abiti che indossiamo sono divise che evidenziano la nostra posizione sociale, l’appartenenza o meno ad un gruppo di riferimento: ci consentono, nella maggioranza dei casi, di affermare una determinata posizione e perché no, ostentare uno status sociale elitario. In questo articolo affronteremo nel dettaglio il perfetto dress-code da cocktail party sia per lei che per lui.

Entrambi i sessi si attengono a dettami personalizzati ad hoc.

Partiamo innanzitutto dall’invito; su di esso troverete riportata la dicitura “cocktail attire”: anche se potrebbe sembrare vero il contrario, nell’alta società il “cocktail dress” viene generalmente ritenuto un codice di abbigliamento prettamente informale. Come vuole la tradizione, largo e precedenza alle signore. Se anche dalla buona società non viene ritenuta un’occasione così importante e degna di nota, per i comuni mortali rimane pur sempre un evento semi-formale.

Dovete prendere parte ad un aperitivo insieme alle colleghe del lavoro? Oppure volete prendere un drink con l’amica del cuore e non volete comunque rinunciare ad essere impeccabili e fashion? Se l’evento a cui parteciperete avrà inizio alle ore 18, questo è decisamente il dress-code che farà per voi! Diamo il via alle selezioni della mise più idonea. Per prima cosa, il colore dell’abito. Nero o colorato? Questo è il primo rompicapo della lunga lista da risolvere. Certamente il Black non ha mai deluso nessuna donna, si potrebbe dire una garanzia certa e millenaria, valida per ogni epoca storica e consuetudine. Celebrato da Coco Chanel che non rinunciava mai ad accostarlo al semplice e puro candore del bianco, venerato dal maestro Hubert de Givenchy.

Come potremmo dimenticare la sinuosa e delicata Audrey Hepburn nel “Little Black Dress” dell’intramontabile firma francese, un must che ha attraversato generazioni di donne, riconfermandosi, anche a distanza di decenni, una pietra miliare e un’innovazione rivoluzionaria per la storia del costume mondiale. Potremmo effettivamente azzardare sostenendo una verità abbastanza  ovvia, cioè che vestendosi di nero si va sempre sul sicuro: è indubbiamente un simbolo di eleganza e morigeratezza. Tuttavia, a meno la scelta di questo colore non si risulti essere strettamente necessaria, se non addirittura obbligatoria, ogni tanto possiamo anche osare e spingerci in direzione di scelte che prevedono colori veri. Pertanto si alle tonalità diverse dal nero, ma sempre con una certa moderazione: privilegiate le tinte pastello e anche gli abiti fantasia, ma fate attenzione ad evitare scrupolosamente le stampe eccessivamente sgargianti. Un’altra regola da tenere sempre a mente è l’evitare, assolutamente, abiti lunghi. Se però all’ultimo minuto vi doveste rendere conto di non essere provviste del giusto “dress” che vi faccia sentire a vostro agio, non allarmatevi, una soluzione esiste sempre o quasi, per fortuna!

Potreste optare per una gonna o un pantalone dalla linea sofisticata. Non rimane che la scelta del sopra da abbinare correttamente: una classica camicia bianca non stona mai, se invece avete intenzione di distinguervi, sono sempre i dettagli a fare la differenza: non siate dunque esitanti nel prediligere varianti sfiziose con colletti impreziositi da perline, strass o paillettes. Dall’altro lato, l’abito corto certamente non deluderà le vostre aspettative: parliamo naturalmente di un indumento con lunghezza al ginocchio o anche leggermente più su.

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